Trasmissione sessuale

   La trasmissione sessuale dell'HIV rappresenta la modalità di contagio prevalente nel mondo (Figura 25), ed è il fattore maggiormente responsabile della rapida espansione dell'epidemia in Paesi asiatici quali l'India e la Tailandia.
   La probabilità di trasmissione dell'HIV per vari tipi di attività sessuali dopo un singolo contatto è stata calcolata utilizzando dati epidemiologici e modelli matematici (Figura 26). L'efficacia della trasmissione da uomo a donna, o da uomo a uomo, è più efficace che non da donna a uomo (Figura 27). Per quanto riguarda il tipo di attività sessuale, il rapporto anale è quello correlato al maggior rischio, mentre il rapporto orale sembra avere un rischio inferiore (Figura 28); a questo proposito, mentre sembra essere praticamente privo di rischio il rapporto orale con donna recettiva, al contrario sono stati segnalati casi di trasmissione dell'HIV mediante rapporto orale con uomo recettivo (6,6% dei casi in coorte americana di soggetti omosessuali) (1).
   E' comunque difficile stabilire con certezza la percentuale di rischio di contagio in ogni singolo caso; infatti ci sono persone che si sono contagiate dopo un singolo rapporto, mentre altre non hanno contratto l'infezione anche dopo anni di rapporti con un partner sieropositivo.
   Ci sono comunque molti fattori che influenzano la possibilità che si verifichi effettivamente la trasmissione del virus (Tabella 2):

  • Fattori comportamentali:
    - Numero di partners diversi
    - Rapporti con persone ad alto rischio (prostitute, tossicodipendenti)
    - Utilizzo del profilattico
    - Tipo di rapporto
    - Condizioni psichiche: l'utilizzo di droghe o alcolici  può infatti compromettere la capacità di giudizio, e quindi la consapevolezza di utilizzare adeguati strumenti di prevenzione in caso di rapporti a rischio.
  • Concomitante presenza di malattie sessualmente trasmesse:
    La presenza di altre malattie che interessano gli organi genitali, quali per esempio condilomi, Herpes, lesioni ulcerative, ecc., favoriscono la trasmissione dell'HIV, per diversi motivi:
    - le lesioni sulla cute e sulle mucose costituiscono una comoda porta d'ingresso per il virus;
    - nelle zone infiammate c'è una elevata concentrazione di cellule bersaglio del virus, quali linfociti, monociti e macrofagi, per cui il virus trova subito un terreno ideale per la sua moltiplicazione;
    - i soggetti sieropositivi risultano maggiormente infettanti, in quanto nelle loro secrezioni sono presenti un maggior numero di particelle virali.
  • Fattori legati al singolo individuo:
    Infettività: non tutti i soggetti sieropositivi sono infettanti allo stesso modo; la possibilità di trasmettere l'infezione infatti dipende anche dallo stadio dell'infezione e dalla quantità di virus presente nel sangue e nelle secrezioni genitali. In particolare la carica virale è solitamente più elevata nel periodo immediatamente successivo al contagio e nelle fasi più avanzate della malattia, ed è stato ampiamente dimostrato che l'infettività aumenta parallelamente all'incremento della carica virale
    L'infettività può inoltre variare in relazione alla terapia antiretrovirale: una riduzione della replicazione virale indotta dalla terapia riduce le probabilità di trasmissione del virus. In uno studio (2) sono state osservate per un periodo di circa 3 anni  415 coppie "discordanti" (cioè con solo uno dei due partner sieropositivo); la trasmissione dell'infezione si è verificata in 90/415 coppie (incidenza: 11.8% anni-persona), e si è potuto osservare che il contagio avveniva raramente nelle coppie dove il partner sieropositivo aveva una carica virale < 1500 copie. Un altro studio condotto in modo simile ha calcolato che se la carica virale del soggetto infetto è < 3.500 copie/ml la probabilità di trasmissione per singolo rapporto sessuale è dello 0,0001 (cioè 1 su 10.000 rapporti), mentre se la viremia è > 50.000 copie/ml, la probabilità di trasmissione diventa di 5,1 su 1.000 rapporti (3).
    Resistenza all'infezione: per particolari caratteristiche genetiche e immunologiche alcuni individui sono particolarmente resistenti all'infezione, per cui non si contagiano anche se vengono esposti al virus (ciò è stato osservato per individui che possiedono variazioni genetiche di particolari corecettori necessari all'HIV per poter infettare le cellule).
  • Fattori legati al virus:
    Carica virale: come detto prima, dipende essenzialmente dallo stadio dell'infezione e dalla terapia.
    Genotipo virale: sono noti 17 genotipi diversi di HIV, e vari studi hanno dimostrato che alcuni di questi hanno una più elevata trasmissibilità per via sessuale, come per esempio il genotipo E, particolarmente diffuso in Tailandia.

NB: Questi fattori però non possono essere conosciuti a priori, per cui bisogna sempre considerare che può bastare anche un solo rapporto per contrarre l'infezione.

E' stato ampiamente dimostrato che il virus non è presente negli spermatozoi, ma si trova libero nel liquido seminale, oppure sotto forma di DNA provirale nel nucleo delle cellule mononucleate, anch'esse presenti nel liquido seminale. Per tale motivo è possibile ipotizzare la fecondazione artificiale nel caso di coppie discordanti, con uomo sieropositivo e donna sieronegativa. In Centri clinici specializzati viene infatti eseguito un particolare trattamento del liquido seminale, in grado di eliminare la parte potenzialmente infetta e di conservare invece gli spermatozoi, i quali vengono poi utilizzati per la fecondazione artificiale.

Bibliografia

  1. RA Royce, A Sena, WJ Cates et al. Current concepts: sexual transmission of HIV.  N Engl J Med 1997; 336:1072-8.
  2. Quinn TC, et al. Viral load and heterosexual transmission of HIV. Rakai Project Study Group. N Engl J Med 2000; 342:921.
  3. Gray RH, Wawer MJ, Brookmeyer R, et al. Probability of HIV-1 transmission per coital act in monogamous, heterosexual, HIV-1-discordant couples in Rakai, Uganda. Lancet. 2001;357:1149-1153.


Le Pagine di questo Sito sono state realizzate dal Dott. Giuseppe Paraninfo - Ultimo aggiornamento: ottobre 2005