Epatite Acuta

La maggior parte delle infezioni da virus epatitici è asintomatica; a volte però si può manifestare una epatite acuta, dimostrata da un marcato aumento degli indici di necrosi epatica (transaminasi), con valori che possono arrivare anche fino a 2-3.000 (v.n. 0- 45). Il quadro clinico delle diverse forme di epatiti acute virali è sostanzialmente sovrapponibile; per stabilire l'eziologia è quindi necessario eseguire la ricerca dei marcatori virali (Figura 4).
Il decorso clinico di una epatite acuta è caratterizzato in modo schematico dalle seguenti fasi:

  • Periodo di incubazione: è il tempo che intercorre tra il momento dell'infezione e l'esordio dei sintomi clinici; varia in base al tipo di agente virale: 15-50 giorni per l'epatite A, 2 - 6 mesi per l'epatite B, 15 giorni - 4 mesi per l'epatite C.
  • Periodo preitterico: caratterizzato dalla presenza di sintomi aspecifici, quali stanchezza, mancanza di appetito, nausea, dolore epatico. Dura solitamente pochi giorni.
  • Periodo itterico: compaiono la tipica colorazione giallastra della cute e delle sclere (ittero) e la colorazione scura delle urine (color marsala); tendono invece a scomparire i sintomi della fase preitterica. Gli esami del sangue evidenziano un aumento molto spiccato delle transaminasi. Questa fase ha una durata variabile da 2 a 4 settimane.
  • Periodo della convalescenza: la malattia può evolvere favorevolmente e concludersi con la progressiva riduzione delle transaminasi fino a valori di normalità (il che può avvenire nell'arco di alcuni mesi); ciò indica l'avvenutaguarigione. L’epatite A e l’epatite E si comportano sempre in questo modo, salvo in alcuni casi in cui la malattia è talmente violenta (fulminante) da portare a morte il paziente in pochi giorni. Le epatiti B, Delta e C possono invece guarire entro 6 mesi, ma possono anche persistere oltre tale periodo. In quest’ultimo caso si parla di epatite cronica.

La distribuzione dei casi di epatite acuta in Italia è rappresentata nella Figura 5.

   Epatite Fulminante 
In rari casi l’infiammazione è così violenta da provocare in brevissimo tempo la distruzione quasi completa dell'organo (oltre l'80%), con rapida compromissione delle fondamentali attività metaboliche del fegato. Può essere provocata da tutti i tipi di virus epatitici maggiori (più raramente da HCV). 
La mortalità di questa forma è molto elevata; una possibilità di guarigione è costituita dal trapianto di fegato eseguito d'urgenza.


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